L'era Google Zero è iniziata 🚀
Benvenuto in 20/80.
Il primo luglio, a Milano, un gruppo di esperti di creator economy si è riunito per l'evento Beyond Influence, e ne è uscito un numero che fa male.
+47% di contenuti pubblicati dai macro-creator su TikTok nell'ultimo anno.
-42% le visualizzazioni medie per post.
Hanno raddoppiato lo sforzo e dimezzato il risultato.
Il mercato sta andando dritto in questa direzione: produci di più, spera di più, ottieni sempre meno.
Insomma, il classico molto rumore per nulla.
Per farsi ancora riconoscere, bisogna fare come il pinguino nichilista di qualche mese fa, che abbandona il gruppo per la montagna: prendere una nuova direzione.
Ed è di questa roba che parliamo oggi :)
Sei pronto?
Si comincia!
Ecco cosa stai per leggere in questa 20/80:
Il caso Future e SheerLuxe: il futuro è Google Zero 💸👥
Il momento che ti fa saltare il funnel (e che nessuno cura) 🧩💡
Il post-mortem del tuo cervello è più pericoloso del progetto fallito 🧠💔
Copy piatti come l’estremo elettrocardiogramma? Rianimalo così ✍️📠
Continua a leggere…
WEEKLY DIGEST: Il caso Future e SheerLuxe: il futuro è Google Zero 💸👥
Si chiama Google Zero.
La strategia di chi ha deciso di costruire tutto lontano dal motore di ricerca più potente del pianeta.
Lo sappiamooooo detta così suona come una follia.
O come l’ennesima moda da consulente LinkedIn, di quelle che durano il tempo di un post e mezzo.
Poi leggi la storia di Future e la follia inizia a sembrare l’unica mossa sensata per proteggere il tuo brand.
Future è uno di quei colossi di cui nessuno sa il nome finché non ti dicono “ma è quello che possiede Marie Claire, Tom’s Guide, Kiplinger, Guitar World e altre 200 testate editoriali”.
E allora rispondi “ahhh okay, quello!”.
Ha visto il proprio profitto affondare lentamente come il Titanic, scendendo del 67% in un solo semestre.
Non per colpa di un iceberg ma di Google.
Ahrefs ha analizzato 300.000 keyword prima di arrendersi: quando compare una risposta AI sopra ai risultati normali, il primo posto in classifica perde il 58% dei click.
Il primo posto, quello per cui la gente si scanna da vent’anni a suon di SEO.
I brand si affidavano a Google e Google ha smesso di ricambiare la cortesia, un po’ come quell’amico che ti invitava sempre a cena ma da quando si è fidanzato non risponde più ai messaggi.
Future ha fatto una mossa che dice tutto del future che sta arrivando: ha comprato un Google Zero brand.
SheerLuxe è nata nel 2007 come una noiosissima directory di negozi online a cui non daresti un euro.
Oggi è un brand di moda e lifestyle che influenza 6 milioni di persone, che su Google ha piazzato solo l’e-commerce.
Basa tutto su una newsletter giornaliera che ha un open rate del 60%.
Magari lasci il visualizzato a tua madre ma alla newsletter di SheerLuxe no: la apri, la abiti e la aspetti di nuovo.
A scriverla sono broadcaster, curatori, tastemaker, gente di cui il pubblico vuole sapere tutto: cosa indossano, cosa pensano, che borsa hanno comprato questo mese.
I dipendenti sono diventati loro stessi il prodotto, ed è per questo che il pubblico si è legato a loro in 19 anni al punto da aspettare il messaggio giornaliero con la stessa gioia di un bonifico, non il comunicato stampa di un brand.
Folle vero?
Da una parte un colosso editoriale che ha sempre rankato alto, con 200 testate e un bilancio in rosso.
Dall’altra 63 persone che, senza chiedere il permesso a nessun algoritmo, sono diventate il punto di riferimento di 6 milioni di persone.
Mentre tutti guardano verso la stessa direzione, bisogna iniziare a guardare verso l’altro lato. Quello dove non guarda nessuno.
Neanche Google.
Il meglio da Marketers: formati con questi contenuti.
Da Business Genetics al primo lancio. Ha lanciato il suo primo corso con la carta di credito della sua social media manager.
Pixel da sistemare all'ultimo minuto, la chat della piattaforma che non parte, 25 minuti a improvvisare mentre in sottofondo attivava un abbonamento con la carta di un'altra persona. Liliana, naturopata specializzata in fertilità e medicina cinese, quel giorno ha chiuso 58 vendite e oltre 15.000€ in 4 giorni. Al suo primo lancio ha trasformato il caos in un caso di successo. Guarda questa puntata di Humans of Marketers.🔥
DATABASE STRATEGICO: Il momento che ti fa saltare il funnel (e nessuno lo cura) 💡🧩
Hai aperto questa newsletter.
Magari hai letto in fretta l’intro, hai dato un’occhiata al weekly, sei arrivato fin qui senza troppa convinzione.
Arrivato qui hai scoperto che la maggior parte dei clienti sparisce nei primi giorni, spesso senza nemmeno aver capito bene a cosa serve il tuo prodotto, e che tutto dipende da una fase del funnel che quasi nessun marketer cura davvero.
E in questo momento ti sei detto: “ok, questa mail mi serve”.
Quello che è appena successo nella tua testa ha un nome preciso, e vale più di qualsiasi numero tu stia guardando ora sul tuo prodotto.
È l’aha moment: il momento preciso in cui quello che hai davanti si rivela utile.
Quello in cui si passa da “mi iscrivo, sembra interessante, speriamo bene” a “ah, questo mi serve davvero”. È la prima cosa che racconti a un amico con entusiasmo, senza che te l’abbia chiesto.
Il tuo funnel probabilmente è fatto così: acquisisci, speri che restino, e se se ne vanno provi a riportarli indietro con una mail di recupero.
La maggior parte delle energie, e del budget, finisce sempre lì.
Campagne di riattivazione, mail struggenti, sconti dell’ultimo minuto per chi ha già un infradito fuori dalla porta.
Tratti i tuoi clienti come tratteresti un amico che sta per scrivere alla sua ex: cerchi disperatamente di trattenerlo proprio nel momento peggiore, invece di aver evitato tutto il casino qualche mese prima.
Peccato che, prima di poter riconquistare qualcuno, quel qualcuno debba avere avuto un motivo vero per restare.
Se questa parte non regge, crolla tutto il resto. E non te ne accorgi subito, perché le iscrizioni continuano comunque a salire, allegre e ignare del disastro che si portano dietro.
Te ne accorgi tre mesi dopo, quando inizi a dare la colpa al prodotto, al prezzo, al mercato, e un po’ anche a te stesso.
Per costruire un aha moment che spacca, pensa al contrario.
1. Parti dal risultato, non dall’iscrizione.
Tutti abbiamo costruito l’onboarding in avanti: iscriviti, verifica l’email, completa il profilo, guarda il tour. Ogni passaggio ha senso preso da solo.
Messi in fila, sono cinque ostacoli da superare prima che il prodotto si degni di darti anche solo una ragione per restare.
Fai il contrario. Parti da dove l’utente ha finalmente in mano il valore vero, e torna indietro un passo alla volta chiedendoti cosa deve succedere subito prima.
Quando arrivi alla schermata di iscrizione, hai il tuo percorso.
2. Non lasciarlo davanti a una schermata vuota.
Chi arriva sul tuo prodotto trova solo menu vuoti, grafici a zero e un bottone tipo “inizia da qui” lo guarda spaesato, come l’ultima fetta di pizza rimasta nel cartone.
Annulla quella sensazione.
Dagli subito un risultato, qualcosa con cui smanettare.
Il primo livello sbloccato, un bonus da nuovo iscritto, un template già pronto nella sua area personale.
La stragrande maggioranza dei business lo delega a una mail di benvenuto, a un tour guidato che nessuno guarda fino in fondo, o a un pulsante lasciato lì da solo a cavarsela, con la stessa fiducia con cui lasceresti un tirocinante al primo giorno a gestire una crisi aziendale.
Alcuni dei più grandi lo fanno già diversamente:
Duolingo ti fa scegliere un obiettivo giornaliero e completare una lezione di prova, e solo dopo, quando hai già la tua prima streak avviata, ti chiede di creare un account
Spotify ti chiede due o tre artisti che ti piacciono, e in pochi secondi la home è già piena di contenuti che sembrano scelti apposta per te
Airbnb va oltre: ti lascia sfogliare tutti gli annunci disponibili, foto, prezzi, recensioni, prima ancora di chiederti anche solo un’email
Ti fa venire voglia di quella casa al mare prima ancora di sapere se puoi permettertela, e a quel punto il modulo di registrazione diventa l’ultimo dei tuoi problemi.
Nessuno dei tre ti chiede “cosa vuoi costruire”. Ti mostrano cosa hai già costruito.
Alzare quel numero anche solo del 10% vale più di un +50% sulle iscrizioni grezze. Ma il punto non sono i numeri. È se stai facendo innamorare qualcuno della casa al mare, o gli stai solo passando un modulo da compilare.
NEWS IMPERDIBILI DAL MONDO🌍
L’AI di Meta costerà come Claude. Con il nuovo piano Meta One Premium, le funzioni AI più avanzate costeranno 19,99 dollari al mese. Miliardi investiti in modelli e infrastrutture, e prima o poi qualcuno deve iniziare a ripagarli. Indovina chi. 💳
Google deve 500 milioni di dollari alla Corea del Sud. L’antitrust coreano ha aperto un procedimento formale contro Google per un presunto schema di rimborsi usato per mantenere il dominio di Android. Un’altra tappa del solito copione: prima il monopolio, poi il conto. ⚖️
250 anni di storia americana stanno in una fiala grande quanto una moneta. Per il 250esimo compleanno degli Stati Uniti, la Library of Congress ha compresso un gigabyte di documenti storici in molecole di DNA sintetico, da seppellire quest’estate e riaprire nel 2276. Tra i file salvati anche una scansione 3D della mano di Abraham Lincoln, perché a quanto pare qualcuno ha deciso che valesse la pena portarla nel futuro. 🧬
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Da Marketers Pro: i post che ti danno una rotta
Cos’è Marketers Pro?
È la community di chi naviga il mercato con delle coordinate precise.
Ogni settimana escono post, analisi e masterclass esclusive. Fai domande a chi le cose le ha già fatte, testi le novità o vedi come stanno funzionando per gli altri. E quando arriva una novità c’è sempre qualcuno che la sta testando e ti dice come aggiustare il tiro.
Dentro ci sono anche tutti i nostri prompt e test sull’AI.
Se sei già iscritto, ecco cosa non devi perderti questa settimana:
Il post-mortem del tuo cervello è più pericoloso del progetto fallito 🧠💔
Un progetto inseguito per due anni, bocciato con una telefonata. Succede anche ai migliori.
Ma la differenza fra “l’avrei potuto fare diverso” e “sono un incapace” è sottilissima.
Emanuele Aldini ha raccontato lo strumento che usa per fermare quella deriva prima che costi la lucidità della call successiva.
👉 Scopri i 3 step per tornare lucido dopo un no.
Copy piatti come l’estremo elettrocardiogramma? Rianimalo così ✍️📠
Hai messo l’ultimo punto. Il copy c’è, ma è piatto come l’ultimo elettrocardiogramma che farai. Non ha una storia che ti lasci incollato fino all’ultima riga. E la memoria sul momento, non risponde mai a comando.
Alessandro Scalas ha condiviso il framework che usa per costruire una libreria di aneddoti pronti all’uso.
👉 Costruisci la tua linea della vita e non restare mai senza una storia da raccontare.
Facciamo serata assieme?
Il nostro motto è sempre stato ed è tutt’ora: “incontrarsi online, conoscersi offline“. Viviamo tutti sulla rete, ma sappiamo anche che la vita non finisce davanti allo schermo di un computer. I Marketers Meetup sono aperitivi, cene o ritrovi, aperti a tutti e organizzati dai nostri Ambassador. Vuoi conoscere i Marketers della tua città?
👉 Consulta il calendario dei prossimi Meetup
Se questa edizione ti ha lasciato qualcosa, siamo tutti orecchi qui sotto 👂🏻
Buon weekend,
la Marketers Family.





Fantastico , precisi al passo con il mercato che cambia velocemente bravissimi...
Questa newsletter mi ha tenuta incollata e incuriosita su molti aspetti... Mi sono rianimata al punto giusto 😉😁